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mercoledì, 24 dicembre 2008

http://dailylie.blogspot.com/

Postato da: Guis a 12:55 | link | commenti |

martedì, 28 febbraio 2006

Volta la notte, per succedere al dovuto.
Il sapore del trascorrere sfiora le mie mani,
distinguere il proprio posto,
scoprire carne, ossa, pensieri o sentimenti,
seguire, rincorrere questi 36 gradi e mezzo di calore,
apparentemente,
appartenenti,
a nessuno.
Non
posso
giudicarmi,
ora.

np - Sufjan Stevens - The Predatory Wasp Of The Palisades Is Out To Get Us!

Postato da: Guis a 22:08 | link | commenti |

domenica, 22 gennaio 2006

Il cuscino non è più quello di un tempo. Punge, la notte, suggerisce. Questa squadra perde 3-2 e tutte le carte che abbiamo da giocare al 90esimo sono la mia messa in campo, e tre minuti di gioco. Ma che ci faccio? Tiro, tiro, trascino, chiedo palla, ma non posso, non sono io il campione. Mi impegno e vado vicino a segnare, ma non segno. L'arbitro fischia la fine della partita. Stanotte. Amici che mi salutano, partite di calcio. Progetti, attività. Oddio. "Le cose si sistemeranno...". Oddio. Testa avanti al futuro, zaino in spalla. Oddio. Chi sta cercando cosa? Tutto ciò che possiamo fare, tutto ciò che vorrei fare, tutto ciò che leggo, che vedo, che sento. La voglia di combinarla grossa, nel bene o nel male. Il piano non è chiaro. Eccellere. Soli. Voi sì, voi sì che avete storie da raccontare, una vita di fatiche, di dolori, di gioie. Ah, quanti dolori. Ecco il mio braccio, ecco il vostro "fottiti". Cambiare le cose, veder sorgere due volte il sole. Non ne avete il diritto. Non potete. E non prendiamoci in giro. Non tutte le ciambelle vengono col buco. E allora: ditelo. Ditelo, lo so a cosa pensate. E' un pessimo telefilm.

np - Matt Elliott - C. F. Bundy

Postato da: Guis a 14:26 | link | commenti |

mercoledì, 14 dicembre 2005

E con il ritmo della pioggia riaffiorano le sfaccettature, la polvere sotto il tappeto. Voltarsi non serve. Forse abbracci attorno al fuoco; inattese distrazioni, parentesi aperte, parentesi chiuse. La mappa del tempo, l'analisi dei compromessi, la voglia di scuse.

np - Sufjan Stevens - The Seer's Tower

Postato da: Guis a 22:10 | link | commenti |

mercoledì, 16 novembre 2005

Fu così solo un alito di vento, nell'imparziale stanchezza della sera, a ricordarci la fine di una stagione, l'avvento della ragione, il tramonto e l'abbraccio del sonno. Uscire dal tepore delle coperte, al mattino, stropicciarsi gli occhi, raccogliere il bagaglio e partire, ancora. Cercare la sensazione di una casa, mani alla gola, vomitando parole di altri destini. Dimenticare e ripartire, stringere i pugni aspettando una campanella che non suonerà. Dare fiducia ad un'innata fede nel futuro, ad una risoluzione che arriverà, promessa da un istinto figlio di animale in fuga, o di preda circondata. Aggrapparsi al terapeutico potere delle parole, alla sensazione di abbraccio, all'unione; rimanere nel proprio giaciglio al passaggio dell'uragano... "portò via tutto, ancora una volta, tutto è perso, tutto è dimenticato in questa zona d'ombra...", ricominciare a raccogliere pietre, sudare, conoscere la tristezza e l'entusiasmo, riaprire gli occhi per scoprire ad ogni alba che non è più un sogno, ma lo sarà ancora, l'attesa è un dettaglio che non permette di toccare il presente. E quella stessa attesa sarà ciò che rimane, ciò che ci porteremo nella tomba, perchè quello era l'apice e null'altro, come il ricordo, ci porterà più in alto. Quell'attesa, quelle attese... L'uragano arriverà. L'inevitabile, inevitabilmente, accadrà. Nuovi volti si sommeranno a tessere questa tela, che, in ultimo, tappezzerà il mio cuore, tormenterà il mio sonno.

np - CocoRosie - Noah's Ark

Postato da: Guis a 22:03 | link | commenti |

giovedì, 13 ottobre 2005

Così, nel sonno delle frazioni giornaliere, la pioggia ricalca un'inaspettata ombra, si assumono nuovi ruoli. Chi tende un orecchio per ascoltare meglio, chi vorrebbe uno specchio per amico, chi ancora non si è chiesto  "è possibile che questa forma sia vita?", chi piange se stesso, chi ride degli altri. Odore di ospedale, pazienti moribondi, parole difficili e abbracci. Non è chiaro chi stia cercando cosa, è facile ignorare i brusii. Chi non si pentirà? ... Chi crede di possedere il nesso mancante, chi si costruisce la vita su carta, chi crede a tutto ciò che gli viene detto. Ma il passato è morto, il passato è andato, il passato è odio, dolore e amore, il passato e il macigno delle parole catapultate saltuariamente per far sentir la voce del nemico. Chi non si pentirà? Chi impara la lezione? Si svolge facile, divincolandosi in armonia, il tempo, sfugge e rincorre, rallenta, si dilata, uccide. Eppure risplende ovvia la sua forma in cattività, tutto è dovuto. Facile perderne il controllo, facile ignorarne i riflessi. Mi aggrappo all'ultimo sospiro per dare un nome ai momenti nei quali niente deve accadere, nei quali non è il momento per niente, nei quali l'attesa è la soluzione. Il tramonto, il mattino, o l'alba successiva. E' forse il caos della seconda vita notturna a determinare il presente, a giocare col sollievo come lo scartare di una carta alla fine del turno. Mettermi in gioco, valutare il valore delle cose, conoscersi, interpretarsi. Domani.

np - Do Make Say Think - Auberge Le Mouton Noir

Postato da: Guis a 21:40 | link | commenti |

mercoledì, 21 settembre 2005

Potevano confondersi con ali, le ombre intagliate nel contatto tra piede e cemento, piedi e caldo cemento. L'auto sfreccia tra le vie della normalità, sfuggono le ruote manovrate da sensibilità divina... E' facile percepirla, la vita, quando ti si comprime attorno, quando ne sei immerso fino al collo, ed è la tiepida incredulità a frantumare l'insicurezza di anni senza convinzione, docilmente accuditi. Frasi di circostanza, il tepore del sedile appare come l'abbraccio di una coperta d'inverno. Le luci si riflettono dalla città silenziosa, l'alba è lontana. Saltuariamente scorgiamo un auto sfrecciarci accanto, sappiamo di condividere questa strada come un segreto che la gente non vuole conoscere. O forse c'è chi vorrebbe solo un letto e un cuscino, o chi non vorrebbe mai più tornare a casa, chi si rassegna e chi trova nel buio la rabbia o la forza per ripartire dalla prossima luce del sole, stabilendo nuovi traguardi, immaginando il cammino netto che non è mai stato percorso, che vorrebbe apparire così semplice, ora. Appare così semplice, ora?

np - Sufjan Stevens - Concerning The Ufo Sighting Near Highland, IL

Postato da: Guis a 13:10 | link | commenti |

venerdì, 09 settembre 2005

Stangata alla fonte delle certezze, si dissolve placido il riflesso del mio sguardo su questa pioggia, caldo abbraccio della focalizzazione di questo candido angolo, nel quale vorremmo risplendere, dissimili da come in molti ci videro, corretta rappresentazione di ciò che di "buono" ci convincemmo/convinsero di avere. Vaneggiamenti che non raccontano niente, ma in tutto questo risfiora il prurito di una domanda - scomodata dal suo giaciglio nell'abisso - la quale cerca riscontri in una realtà frutto di vacillanti palpebre, focalizzate sul punto di arrivo: distorta casualità frutto di divina malattia. Da dove ripartireste? Cosa direste di aver imparato? E' forse il mare a richiamarvi all'attenzione vitale, o a ricordarvi l'odio della gente? E' un angolo per poche anime il vostro paradiso in clessidra? E' quella sensazione di completezza, di settimane concentrate e spremute, filtrate e compresse in quella droga che così raramente ci regaliamo, ad illuminare l'esistenza ed a fornire un motivo a tutto questo, al perchè sarò polvere, all'attimo in cui i miei pensieri saranno solo materia e ricordo, sospiro e definizione del tempo che predicava infinito e scaricava elettricità per rinnovarsi e rinnovare la sua brutalità, la sua schematica, insensata, regola, nascosta nella manica, pronta a togliere di mano la vincita di chi, ignaro, riscoprì la bellezza nel risvolto di un lenzuolo, avendo come unico bagaglio il ricordo spalmato nelle forme del tempo, giostra del cuore.

np - Bright Eyes - Gold Mine Gutted

Postato da: Guis a 22:27 | link | commenti |

mercoledì, 07 settembre 2005

Soluzioni contrastanti, è il momento di testare me stesso, recitare la mia parte, appeso a un filo, sfruttando il tramonto con la sua ombra compiacente ed infinita, per tutti quei minuti nei quali condannerò inferno e paradiso, per poi lasciare spazio a un patetico pentimento. Tremi di fronte a questa vita, riscoperta fragile. Rinnovo i miei pensieri di bambino fragile, temo ancora il finito, temo la tenacia di questo pensiero, lama per le mie mani, emicrania per la mia testa. Note mute, vibranti sensazioni dal bianco cielo pallido... potrei pretendere più di un gelido abbraccio, se solo questi accordi riuscissero a suonare, se solo potessi dipingere queste promesse, senza rischiare la mia salute, la stima, la forma del mio affetto.

np - Modest Mouse - Willful Suspensions Of Disbelief

Postato da: Guis a 15:01 | link | commenti |

venerdì, 02 settembre 2005

E pare tutto come ieri, se solo non fosse tutto così diverso, se solo se se solo se solo se, solo. Pratiche da completare, impegni di fortuna, impronta del domani che annuncia rivincita, ma ammette solo i vaghi riflessi di ciò che rimane; e senza se e senza ma rimane chi vince, se ne va chi perde. Partecipare, prendere posto, l'ultimo, ma di un posto si tratta, un posto guadagnato o forse rubato, ma non conta se in fondo è tutto così buono, tutto così giusto, tutto ingiusto, dicono. Forse solo l'eco dell'ipocrisia trasforma queste lacrime in parvenze di sentimenti, in odio o in sensi di colpa. Catturando l'alba con un'altra buona intenzione, con i giusti presupposti, gettati assieme alla sigaretta dalla finestra sgargiante di vita, ironica interpretazione di chi, col cuore in mano, scopre la luce nell'ombra del sonno. Nell'aggrapparmi sfuggo il senso di un meditato obiettivo, scomparso assieme al ricordo del momento in cui pareva si fosse al traguardo, sognante di violini paradisiaci i quali avrebbero magicamente introdotto l'inizio di un diffuso tepore, esplicita illusione di chi non riconosce forma di vita nel presente. A favore di coloro i quali, riscoperti profeti o estratti di verità - non più apparentemente ovvia come il blu di questo cielo -, rinascono disegnati da occhi ciechi, assumono sfumature dimenticate dagli stolti, si spogliano dei propri panni sporchi per affidarli a chi, sommessamente, riuscirà ad arrivare alla fonte, li accudirà come figli finchè non rimarrà che un lieve tessuto incolore, che solo la notte e il sogno potranno riportare a nuova vita, tramontata con le prime luci del sole, puntuali nel rinnovare l'anima, accudita dalle dolce mani del branco.

np - Smashing Pumpkins - Glass And The Ghost Children

Postato da: Guis a 18:30 | link | commenti |